Cessione del Quinto Senza TFR

La cessione del quinto dello stipendio consiste in un finanziamento – quindi un prestito – a tasso fisso per soggetti impiegati a tempo indeterminato, nel settore pubblico o privato. Questa tipologia di prestito viene garantita dallo stato di occupazione stesso del debitore, poiché ogni rata viene trattenuta dallo stipendio mensile, fino a un quinto del suo importo, come facilmente intuibile dal nome.

Questo tipo di garanzia, data la sua natura, è quindi molto forte e permette ai soggetti interessati di ottenere facilmente un prestito, anche a quelli iscritti nel Registro dei protesti. Assieme alla garanzia data dallo stipendio, solitamente vi è quella del TFR, utile soprattutto nei casi di licenziamento o morte prematura del debitore.

La cessione del quinto, inoltre, può essere richiesta anche dai pensionati: in questo caso la rata mensile sarà trattenuta direttamente dalla pensione del soggetto, che non dovrà aver superato i 90 anni d’età al massimo.

Cessione del quinto dello stipendio senza TFR: caratteristiche e requisiti

Nel caso di cessione del quinto senza TFR – tipologia di finanziamento classificata come prestito non finalizzato – il TFR non rappresenta più una garanzia per il creditore, solitamente rappresentato da una banca o un ente finanziario. Infatti, in alcuni casi, il trattamento di fine rapporto potrebbe non essere disponibile. I motivi possono essere diversi, tra i quali troviamo:

  • Il soggetto è un neoassunto o lavora comunque da poco tempo.
  • È stato richiesto un anticipo sul TFR.
  • Il TFR non è disponibile poiché impegnato in precedenti debiti.
  • Il TFR è già stato liquidato.

Poiché il TFR rappresentava una delle principali garanzie, l’ente creditore ne ha introdotte di nuove, per assicurarsi che non vi siano perdite in caso di inadempienza, dovuta per esempio alla perdita del posto di lavoro o il decesso prematuro del debitore. Tra queste troviamo:

  • Contratto a tempo indeterminato: è il requisito fondamentale, ma presenta ulteriori condizioni. In particolare, un lavoratore dipendente può richiedere questa tipologia di prestito se l’importo non è troppo elevato e se l’azienda in cui lavora- S.p.a., S.r.l o S.a.pa. – è di dimensione almeno media e con un numero di dipendenti superiore a sedici.
  • Anzianità di servizio: questa può variare dai tre ai sei mesi, in base all’entità del finanziamento richiesto.
  • Coefficiente assicurativo dell’azienda: stabilito da una compagnia assicurativa, questo valore rappresenta il livello di affidabilità del datore di lavoro del soggetto che vuole richiedere il prestito.
  • Stipula di una polizza assicurativa.

Limiti della cessione del quinto senza TFR: quanto si può ottenere

Come abbiamo visto, i lavoratori dipendenti possono richiedere un prestito non finalizzato, anche senza la garanzia del trattamento di fine rapporto, che verrà rimborsato attraverso la busta paga, a cui verrà sottratto un quinto del suo valore.

Per quanto riguarda l’entità del prestito, questo può variare in base alla situazione lavorativa del contraente e del suo datore di lavoro. Tuttavia, è possibile farsi un’idea della cessione massima, considerando che la rata mensile non può superare il 20% dello stipendio. È infatti da quest’ultima che dipende il capitale massimo erogabile: minore è la rata, minore sarà il capitale. Inoltre, ai fini del calcolo, bisogna tenere conto che il prestito può durare per un massimo di cinque anni – il cosiddetto piano di rimborso -, ovvero la metà del tempo invece a disposizione per la cessione del quinto con TFR.

Con questi due parametri, quindi, è possibile ottenere una stima approssimativa sull’entità massima di capitale ottenibile, a patto di non aver già impegnato parte del proprio salario.

Leave a Reply